Malattia Professionale e Udito

Quando l’IPOACUSIA viene considerata Malattia Professionale?

L’ipoacusia è una malattia che causa una diminuzione dell’udito e si può distinguere in congenita o acquisita: la prima deriva da fattori ereditari o malformazioni, la seconda, come l’ipoacusia professionale, causata dall’esposizione prolungata a rumori forti.

Il trauma acustico, che provoca diminuzione o perdita dell’udito, è considerato malattia professionale quando viene causato da attività specifiche o dall’esecuzione di lavori aggiuntivi nello stesso ambito lavorativo, come utilizzo di armi da fuoco, di motori a scoppio o di dispositivi di segnali acustici, etc.

Ipoacusia sul posto di lavoro

Ambienti esterni

Il rischio di perdita uditiva sul lavoro può derivare da diversi fattori. Uno di questi è sicuramente il traffico urbano che si costituisce come un problema per tutti quei lavoratori che esercitano la propria professione per strada, dove l’intensità di rumore prodotto dalle auto o da macchinari utilizzati per alcuni lavori edili, è maggiore e potrebbe provocare un trauma acustico di tipo cronico. Tra questi lavoratori ci sono le forze dell’ordine che dirigono il traffico, autisti di ambulanze, tassisti e molti altri.

Ambienti interni

Vi sono poi quelle professioni che mettono a rischio l’udito dei lavoratori in ambienti chiusi, come nelle fabbriche: qui il rumore è dovuto soprattutto all’impatto dei macchinari sui materiali da lavorare e l’intensità può variare in base a diversi fattori: la forza impiegata dall’operaio, il tempo di lavoro, l’usura delle apparecchiature. In questi ambienti il rischio per l’udito è più elevato, soprattutto se non si fa uso di protezioni auricolari, in quanto i lavoratori sono esposti al rumore proveniente dai macchinari e a quello del ritorno del suono a seguito del suo scontro con le pareti.

Altre professioni a rischio

Un’altra categoria a rischio sono gli operatori di call center, circa 200 mila in Italia. Un rapporto Inail, di qualche tempo fa, lanciava l’allarme per la loro salute uditiva a causa di un sovraccarico vocale, provocato dall’utilizzo eccessivo di strumentazione monoauricolare o biauricolare.

Ci sono, infine, numerose categorie professionali nel settore dell’agricoltura, dell’intrattenimento (come i musicisti) e delle forze dell’ordine che sottopongono l’udito ad un’esposizione elevata ai rumori, che potrebbero causare un trauma acustico acuto.

malattia professionale udito

Come ridurre il rischio di perdita uditiva?

Ogni datore di lavoro è obbligato per legge a tutelare la salute dei lavoratori. Ecco di seguito un elenco di attività volte alla prevenzione uditiva:

  • Prevedere l’obbligo di indossare otoprotettori o cuffie antirumore per tutti i lavoratori che sono a contatto con macchinari rumorosi;
  • Scegliere attrezzature  meno rumorose;
  • Utilizzare silenziatori e infrastrutture isolanti come pareti fonoassorbenti.

È bene ricordare che queste azioni preventive costituiscono una garanzia per i lavoratori ma anche per i datori di lavoro, in quanto salvaguardano la loro salute uditiva e riducono l’eventuale calo di produttività e rendimento. Inoltre, il lavoratore in caso di perdita uditiva cronica è autorizzato a chiedere un risarcimento poiché la stessa è riconosciuta come malattia professionale.

Come avviare la Procedura di Riconoscimento della Malattia Professionale?

Affinché la perdita dell’udito possa essere considerata malattia professionale, è necessario rilevare una sensibile diminuzione dell’udito.

Questa deve essere certificata da una visita specialistica richiesta dal proprio medico curante oppure dagli specialisti del Servizio di Igiene e sicurezza sul Lavoro dell’Asl di appartenenza. Il lavoratore è tenuto a consegnare al datore di lavoro il certificato che attesta l’ipoacusia entro 15 giorni dalla visita. La domanda di malattia professionale deve essere presentata dal datore di lavoro all’Inail dopo la ricezione del certificato, entro 5 giorni.

Il lavoratore verrà poi contattato per una visita di controllo dall’Inail che si riserva la facoltà di richiedere ulteriori accertamenti sanitari. Durante la visita è indispensabile che il medico competente prepari tutta la documentazione che attesti la patologia causata dal lavoro svolto.

Successivamente, attraverso una comunicazione, l’Inail farà conoscere al lavoratore le sue conclusioni e, in caso di accoglimento della richiesta di riconoscimento di malattia professionale, renderà noto anche il grado di inabilità al lavoro.

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